Play again





28 marzo-5 maggio 2008
Inaugurazione: venerdì 28 marzo 2008, ore 19.00

Nove artisti – Filippo Centenari, Marcello Cinque, Francesco De Molfetta, Vincenzo Frattini, Riccardo Gusmaroli, Mimmo Iacopino, Guillaume Jolly, Rebeca Menéndez, Anne Michaux uniti in una mostra che fa emergere assonanze e dissonanze. Un percorso che differenzia gli artisti per gli strumenti e i materiali usati, ma che aiuta a comporre una texture visiva, dove colore, materiali e costruzione dell’opera partecipano ad un codice simile (o almeno prossimo) che può essere racchiuso nel termine Play again. Ognuno di loro con la propria tecnica “fa il suo gioco”.

Filippo Centenari (Cremona, 1978) Assembla una serie di 7×7 Polaroid© a parete componendo così un fitto mosaico in bianco e nero riempito dalla scritta “ossesso”, che dà anche il titolo all’opera, creando un gioco ossessivo, dove segno linguistico e forma s’intersecano perfettamente.

Marcello Cinque (Napoli, 1968), che ha eletto la gommapiuma e il plastoflex a suoi materiali d’eccellenza, per l’occasione ha dato forma ad una grande macchina da corsa rosso fuoco: la “F5”.

Francesco De Molfetta (Milano, 1979) dà vita a mondi in miniatura, accostando piccoli oggetti di uso quotidiano a giocattoli da modellismo. In mostra “Heidi”, “Sci d’acqua” e “MobyDick”: scatti fotografici di set- fantasy sovvertono l’abituale senso delle proporzioni tra le cose e la figura umana.

Vincenzo Frattini (Salerno, 1978) presenta un lavoro tutto basato sul colore, in cui le gamme primarie, tinte pure, girano vorticosamente sulle tele, disegnando un “Labirinto” in cui un flusso di vita ininterrotto gioca ogni volta una nuova partita per cercare la strada giusta dove forma e colore possano finalmente completarsi a vicenda.

Riccardo Gusmaroli (Verona, 1963) utilizza mappe geografiche abitate da oggetti extrapittorici – francobolli, barchette di carta, ecc – suggerendo viaggi immaginari con rotte impossibili…
“Da Ischia a Punta Licosa” è l’opera che l’artista ha realizzato per la mostra, dal golfo di Napoli a quello di Salerno, verso i confini di una nuova e fantastica dimensione ludica.

Mimmo Iacopino (Milano, 1962) realizza opere rigorose ed essenziali, ma anche ironiche, liriche e giocose in cui l’intreccio di diversi materiali lo conduce alla manipolazione digitale degli oggetti utilizzati. In “Gioco pericoloso” e “Tuffo a punti”, forma e colore dialogano con la serialità della tecnica fotografica.

Guillaume Jolly (Beaulieu, Francia, 1980), giovane artista francese, espone per la prima volta in Italia. Presenta il video “Lego”, ispirato al filmaker Michel Gondry. “Lego” è una video-animazione completamente realizzata in stop motion dive i noti giocattoli Lego© danno vita a un mondo con cui raccontare, in forma di gioco le difficili, ma a volte anche assurde e grottesche, relazioni tra gli esseri umani.

Rebeca Menéndez (Aviles, Spagna, 1976), giovane artista spagnola espone per la prima volta in Italia. Il lavoro dell’artista spazia dalla fotografia all’installazione, alle opere su tela. L’installazione in mostra prevede una serie di silhouettes di bambine, montate a parete, che giocano con un filo di lana rossa, che le tiene legate insieme. Ma l’apparente ludicità cela pericoli e rischi, restituendo un’immagine del gioco a tinte noir.

Anne Michaux (Ettelbruck, Lussemburgo, 1971) espone per la prima volta in Italia. Realizza e fotografa scenografie con piccole maquettes, in cui i protagonisti sono i giocattoli: piccoli personaggi di plastica, macchinine d’epoca, tutti immersi in un’atmosfera anni ’60. In mostra due fotografie digitali montate su plexiglass ed allu-dibond, “Re-Definition” e “Temporary High” in cui lo sguardo dello spettatore indugia tra gioco e realtà.