White Light / White Heat





21 Dicembre 2005 – 30 Gennaio 2006
Inaugurazione: Mercoledì 21 Dicembre 2005, ore 20.00

Paolo Angelosanto, Marcello Cinque, Gabriella Crisci, Berto Lama, Matteo Basilè, Aftefour

La Galleria Paola Verrengia inaugura la mostra WHITE LIGHT/WHITE HEAT.

Sei artisti e il gruppo Afterfour, attraverso differenti codici visivi, esperienze e interpretazioni, agiscono sul piano della più diretta attualità, riflettendo su alcuni dei molteplici aspetti della contemporaneità. WHITE LIGHT/WHITE HEAT è la messa in scena di opere d’arte che diventano filtro emozionale e concettuale tra la mente dell’artista e l’osservatore, riuscendo a sollecitare una comprensione diversa, “altra” dalla realtà, una comprensione più profonda e più critica.

Una generazione di artisti che, con instancabile forza creativa, s’interroga sulle possibilità delle tecniche e dei materiali più eterogenei, per realizzare l’objet d’art. Afterfour é un dispositivo artistico che recuperando dall’atteggiamento pop l’attenzione al quotidiano, svolge le sue ricerche sulle potenzialità comunicative ed espressive dei fenomeni collettivi, realizzando seducenti installazioni di sculture luminose che riproducono gli strumenti musicali di una band animati dal sonoro delle performer. Paolo Angelosanto riflette e indaga sul problema dell’identità nel rapporto con l’io, che estende tra nuovi significati nelle icone culturali o fiabesche del passato. Elaborando l’artificio di una messa in scena onirica in un mondo reale d’altri tempi e luoghi entra nelle sensazioni suggerite da figure “riconoscibili” assumendone abiti e ridondanze, secondo una sensibilità materica contemporanea. Matteo Basilè si impossessa delle immagini attraverso la fotografia, ma si lascia tentare, non più dalla pittura, bensì dal digitale. Ed è attraverso il digitale che realizza le sue opere, scardinando l’immagine pre – costituita della fotografia, e modificandola. I suoi soggetti sono ravvicinati e per questo decontestualizzati, quindi restituiti in una forma alterata, spesso estatica. Le “Forme” di Marcello Cinque di gommaspugna e plastoflex si intrecciano in nodi fino a formare “il corpo tragico” di funghi atomici o “l’agonia di embrioni” persi attraverso terribili cordoni ombelicali. Gabriella Crisci che dal lavoro sul bronzo si è spostata verso l’utilizzo di materiali diversi, dall’uso del digitale a quello dei fili in PVC, fino al “Vestito” realizzato con spille da balia, indagando sulla visionarietà e sulla modificazione dell’immagine. Berto Lama che spinge la sua pittura ben oltre la superficie, i suoi “dipinti” di stoffe, tele e damaschi sono da guardare ma anche da toccare, hanno morbidezza e pieghe da esplorare non solo con lo sguardo. Le sculture, più recenti, hanno piuttosto qualità di leggerezza e trasparenza che di plastica fermezza, guardano al mito con ironia e tengono assieme materie incongrue – pietra, tulle, metallo, colore – con sorprendente libertà.

Il gruppo Afterfour, essendo un progetto “work in progress”, per la sua natura fluida e attenta alla comunicazione/comunione, si modifica, collabora, si relaziona, s’inserisce, ai luoghi e alle atmosfere della location stessa, e in occasione del vernissage del 21 dicembre, citando l’esperienza della factory di Andy Warhol, nella Galleria Paola Verrengia suonerà i brani di Lou Reed e dei The Velvet Underground.